Il tempo:
dove, quando e come è stato misurato

Il calendario ebraico



L'ebraismo è una religione del tempo che mira alla santificazione del tempo. A differenza dell'uomo, la cui mente è dominata dalla spazio, per cui il tempo è invariato, per cui tutte le ore sono uguali, gusci vuoti, la Bibbia sente il carattere diversificato del tempo : non vi sono due ore uguali; ciascuna ora è unica, la sola concessa in quel momento, esclusiva e infinitamente preziosa.
Gli ebrei si sentono legati alla santità del tempo, ad eventi sacri. La maggior parte delle osservanze del rituale ebraico - il sabato, la luna nuova, le feste, l'anno sabbatico e l'anno del giubileo - sono connesse a una certa ora del giorno o a una stagione dell'anno. Per esempio, l'invito alla preghiera è legato alla sera, alla mattina o al pomeriggio.
I principali temi della fede sono nell'ambito del tempo; gli ebrei infatti ricordano il giorno dell'esodo dall'Egitto, il giorno in cui Israele si fermò al Sinai; la loro più grande speranza è l'attesa di un giorno, della fine dei giorni.
L' attuale calendario e' basato sulla Torah, la Legge di Mosè, ma e' stato modificato nel corso dei tempi. Le regole essenziali sono state fissate dai rabbini.



[zodiaco della sinagoga di Bet Alfa.IV secolo. Al centro c'è il sole
e intorno, in senso orario, partendo dall'alto sinistra
la primavera ,l'inverno ,l'autunno e l'estate]

All'inizio il calendario era di tipo lunare(7)e la sua regolazione era affidata al sinedrio (Supremo Consiglio Ebraico) di Gerusalemme, che decideva sul nuovo mese sulla base delle parole dei testimoni.
Alcune feste dovevano essere celebrate in stagioni precise, un eventuale spostamento -causato dallo sfasamento dell'anno lunare con quello solare- rischiava quindi di piazzarle fuori dal loro contesto. Pesakh, la Pasqua ebraica, serviva allora da riferimento : in base a quanto scritto nella Torà, infatti, deve cadere al plenilunio di primavera : "Osserverai il mese della primavera e farai il sacrificio pasquale al Signore Dio tuo, perché nel mese della primavera il Signore Dio tuo ti fece uscire nottetempo dall'Egitto". Cosi' quando la primavera tardava , il sinedrio decretava l'introduzione di un tredicesimo mese, garantendo cosi' la celebrazione delle feste stagionali nel loro periodo.
Ma, dato che il nuovo mese era deciso in base a testimonianze davato al sinedrio, diventava a volte difficile per gli ebrei che vivevano fuori dalla giudea sapere in quali giorni le feste dovevano essere celebrate. Tanto piu' che la notizia del nuovo mese era comunicata attraverso dei fuochi e che i samaritani, per aumentare la confusione, accendevano fuochi simili in altri momenti. Si decise allora che la notizia sarebbe stata portata da messaggeri. Ma talora questi non arrivavano e le distanze impedivano di arrivare in tempo per la celebrazione di alcune feste. Per questo, per le comunita' situato fuori dalla giudea di allora, i rabbini istituirono il raddoppio dei giorni di festa, a eccezione di Yom Kippur (data del ricevimento delle tavole dei 10 comandamenti).
Questa precauzione non era necessaria per la Giudea dove l'informazione del nuovo mese arrivava sempre in tempo, e le feste continuavano così a essere celebrate in un solo giorno, fatta eccezione di Rosh Ha-Shanà (Capodanno) che, celebrata il primo giorno del mese, dipendeva sempre da testimonianze aleatorie. Nonostante la possibilita' di calcolare con precisione l'inizio di ogni mese, le autorita' rabbiniche non abolirono il raddoppio di Rosh Ha-Shanà per le comunita' ebraiche di Palestina (nome dato alla Giudea dai romani nel 135), ne' il raddoppio dei giorni di festa per le comunita' della diaspora. E' per questo che esistono delle discrepanze tra il calendario delle feste dentro e fuori Israele.


[calendario ebraico, cristiano e musulmano messi a confronto : tre comunità che riconoscono Abramo quale comune progenitore]

Essendo la durata del mese lunare dura un numero non intero, i rabbini decisero che un mese era di 29 giorni o di 30, e due mesi, Heshvan e Kislev, potevano contare sia 29 che 30 giorni. Ma si capi' subito che le testimonianze potevano essere sostituite da calcoli matematici piu' rigorosi. Cosi' più tardi, per assicurare il recupero tra l'anno lunare e quello solare, si decise di aggiungere sette volte ogni 19 anni un mese intero al mese di Adar che precede la festa di Pesakh.
All'epoca biblica il calendario annuale poteva avere come riferimento sia l'uscita dall'Egitto sia l'accesso al trono del re. Ma dall'epoca Talmudica gli anni sono calcolati a partire dalla creazione del mondo, prendendo in considerazione il senso letterale delle genealogie bibliche, cioè l'anno 3.761 a.C.
Anche i nomi dei mesi sono cambiati rispetto all'epoca biblica : infatti nella Torah questi si riferiscono alle stagioni e alla vegetazione, mentre quelli del calendario ebraico attuale sono soprattutto di origine babilonese, adottati dagli ebrei al loro ritorno a Sion dopo la cattività babilonese.
Il calendario attuale è lunisolare (7), dove l'anno può essere comune (se composto di 12 mesi lunari per un totale di 353, 354 o 355 giorni, a seconda che sia difettivo, regolare o abbondante) oppure embolismico (se composto di 13 mesi lunari per un totale di 383, 384 o 385 giorni). Dodici anni comuni (il 1°, 2°, 4°, 5°, 7°, 9°, 10°, 12°, 13°, 15°, 16°, 18°) intercalati con sette anni embolismici (il 3°, 6°, 8°, 11°, 14°, 17°, 19°) formano un ciclo diciannovennale che si ripete continuamente (ciclo di Metone).
Quando l'anno è composto di dodici mesi viene detto shanà peshutà, cioè "anno semplice". Gli anni embolismici hanno 13 mesi, raddoppiando il mese di Adar, e sono chiamati Meuberet (intercalari); il mese aggiunto è chiamato Veadar oppure Adar Shenì. I mesi hanno una durata di 29 o 30 giorni, generalmente (ma non sempre) in modo alternativo (29-30-29 ecc.). L'anno dura di regola 354 giorni; se però la luna nuova cade dopo mezzogiorno del giorno che dovrebbe essere il nuovo capodanno, questo slitta di un giorno, così come slitta di un altro giorno nel caso in cui il capodanno dovesse cadere di mercoledì, venerdì o sabato. In questo modo può succedere che risultino 2 anni consecutivi di 356 giorni: in questo caso si ritarda di 2 giorni l'inizio del primo di questi 2 anni - il I anno avrà così 355 giorni, e il II 354-. Analogamente, se dovessero risultare 2 anni consecutivi di 382 giorni, si correggerebbe ritardando di 1 giorno l'inizio del secondo di questi 2 anni -il I anno avrà 384 giorni e il II 383-.
Pur essendo di diversa durata e iniziando in periodi diversi (in particolare, l'anno del calendario ebraico ha una durata e quindi un capodanno variabile), il calendario ebraico e il calendario gregoriano si raggiungono ogni 19 anni, per cui nel corso dei secoli marciano di pari passo.
L'inizio del giorno ebraico si ha al tramonto del sole, convenzionalmente (ai fini dei calcoli del calendario) alle ore 18, ora di Gerusalemme. Ogni ora è suddivisa in 1080 parti.
Il capodanno è il 1° del mese di Tishrì, il capodanno degli anni, perché secondo la tradizione celebra il completamento dell'opera della Creazione e la creazione di Adamo, il primo uomo.
Il sabato è per l'ebreo il Giorno del Riposo, voluto da Dio stesso (Genesi 2,3). Ci si astiene da ogni lavoro dal crepuscolo del venerdì fino a quello del sabato. La casa è pulita e abbellita per accogliere il Sabato come si accoglie l'ospite di riguardo. La madre di famiglia al crepuscolo del venerdì accende due candele. Nella sinagoga ci si ritrova per studiare la Torah.
Anche il primo giorno del mese e il trentesimo giorno del mese precedente (quando c'è) sono festivi : si chiamano Rosh Chodesh, cioè "Capomese" e sono considerati come giorni semi-festivi.
I mesi del calendario sono i seguenti : Sappiamo inoltre che in Palestina si faceva uso di un altro calendario liturgico solare, il cui primo giorno non era una domenica ma un mercoledì, giorno di creazione degli astri; esso era costituito da 8 mesi di 30 giorni (i mesi 1, 2, 4, 5, 7, 8, 10, 11) e da 4 di 31 (i mesi 3, 6, 9 e 12), il che dava un anno di 364 giorni, cioè 52 settimane esatte, facendo così cadere le feste sempre lo stesso giorno della settimana: la Pasqua di mercoledì (celebrata il martedì sera), la Pentecoste di domenica, l'Espiazione il venerdì, i Tabernacoli il mercoledì, e il primo del mese di Nisan e Tishri di mercoledì.
Tale sistema, così attraente per la sua regolarità, generava però alcune difficoltà: il sincronismo tra l'anno solare (364 gg.) e lunare (354 gg.) poteva essere raggiunto ogni tre anni aggiungendo un mese di 30 giorni ; ma resta comunque un errore di 1,2422 giorni all'anno rispetto all'anno solare reale.
L'esistenza di questo secondo calendario, è da tempo nota dal Libro dei Giubilei, un apocrifo datato circa 125 a.C., che sosteneva un calendario differente da quello ufficiale. La sua esistenza e la sua diffusione già ai tempi di Gesù, è stata confermata dal rinvenimento nella grotta IV di Qumràn negli anni '50 di alcune tavole di concordanza tra i due calendari. Tali frammenti rappresentano il pensiero di una setta che si opponeva al culto del Tempio, secondo loro celebrato da sacerdoti indegni e secondo un calendario sbagliato, quello lunisolare.